Alex Learns Italian — Book Club · Episode 11
The Little Book of Common Sense Investing
Il piccolo libro dell'investimento (The Little Book of Common Sense Investing)
Bogle sostiene che i rendimenti del mercato arrivano dagli utili e dai dividendi delle aziende reali, e che commissioni, scambi e tasse ne prendono in silenzio una fetta enorme. Lo dimostra con aritmetica semplice e lunghe serie di fondi reali. La risposta: un solo fondo indicizzato ampio e a costo bassissimo, tenuto per tutta la vita.
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- 11 / 30
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- B1
- Length
- 07:32
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Il piccolo libro dell'investimento (The Little Book of Common Sense Investing)
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Immaginate una famiglia enorme, i Gotrocks. Migliaia di cugini che insieme possiedono ogni azione di ogni azienda americana. Ogni anno raccolgono tutti gli utili e i dividendi. Nessuno può batterli, perché possiedono tutto. Poi un cugino furbo assume un broker e scambia titoli con un altro cugino. Arrivano i gestori, poi i consulenti che li scelgono. La torta resta uguale. Ma la quota della famiglia scende dal 100 per cento al 60. John Bogle racconta questa storia per una sola domanda. Dove è finito il 40 per cento che manca?
Io sono Francesco di Alex Learns dot com. Oggi approfondiamo il libro The Little Book of Common Sense Investing di John C. Bogle.
John C. Bogle ha fondato The Vanguard Group nel 1974. Un anno dopo ha creato il primo fondo comune indicizzato al mondo per i risparmiatori comuni. Un fondo indicizzato non cerca i titoli vincenti: compra l'intero mercato e lo tiene. Nel 1976 quei fondi avevano circa 16 milioni di dollari. All'inizio del 2017, ne avevano circa 2 trilioni. Bogle ha guidato Vanguard per decenni, poi ha passato gli ultimi anni a scrivere e a discutere. Non sceglieva azioni né faceva previsioni. Era un uomo di aritmetica, e questo piccolo libro è la sua tesi in numeri.
Il libro apre con la parabola dei Gotrocks, poi mostra da dove arrivano i rendimenti del mercato. Misura quanto tolgono commissioni, scambi, tasse e inflazione. Guarda fondi comuni reali su 46 anni, e cosa succede poco dopo che un fondo vince. Poi parla di obbligazioni, fondi negoziati in borsa e pensione. Il consiglio non cambia: un solo fondo indicizzato ampio e a basso costo, tenuto per tutta la vita. Avverte anche che i rendimenti del prossimo decennio saranno probabilmente più bassi di quelli che ricordiamo.
1. I rendimenti del mercato arrivano dalle imprese, non dall'umore. Bogle divide i rendimenti in due. Il rendimento da investimento è il rendimento da dividendi più la crescita degli utili. Il rendimento speculativo nasce quando gli investitori pagano di più, o di meno, per ogni dollaro di utili. Dal 1900 al 2016 le azioni americane hanno reso circa il 9,5 per cento all'anno. Di questi, 9,0 punti sono venuti dalle imprese: 4,4 dai dividendi e 4,6 dalla crescita degli utili. Solo lo 0,5 dalle emozioni. L'emozione è rumore. L'impresa è il motore.
2. La storia dei Gotrocks mostra dove vanno i soldi. Ogni aiutante della parabola viene pagato dalla stessa torta. Broker, gestori e consulenti prendono commissioni. Anche gli scambi creano bollette fiscali. Niente di questo fa guadagnare alle aziende un dollaro in più. Warren Buffett riassume la morale: per gli investitori come gruppo, i rendimenti scendono quando il movimento sale. La cura non è più furbizia. È licenziare gli aiutanti.
3. Prima dei costi, battere il mercato è un pareggio; dopo i costi, è una perdita. Bogle chiama questo «le regole implacabili dell'umile aritmetica». Tutti gli investitori insieme possiedono l'intero mercato, quindi insieme ottengono il rendimento di mercato prima dei costi. Quando un gestore compra, un altro vende: per il gruppo non c'è guadagno netto. Poi il gruppo paga commissioni, costi di scambio e tasse. Così restano indietro. Qualcuno vincerà. Non possono vincere tutti.
4. I costi si accumulano come i rendimenti, ed è questa la parte crudele. Nell'esempio di Bogle, il mercato rende il 7 per cento all'anno per 50 anni. Il vostro fondo costa il 2 per cento, quindi voi tenete il 5. Diecimila dollari nel mercato crescono fino a 294.600 dollari. Nel fondo, 114.700. I costi hanno inghiottito il 61 per cento del denaro, e voi avete messo tutto il capitale e tutto il rischio. Il tempo aiuta i rendimenti. Il tempo ferisce i costi.
5. Il costo è l'unica cosa che prevede in modo affidabile il rendimento di un fondo. Bogle ha ordinato 25 anni di fondi azionari in quattro gruppi per spese. Prima dei costi, tutti e quattro hanno guadagnato quasi lo stesso: il 10,3 per cento all'anno per il gruppo più economico, il 10,6 per il più caro. Dopo i costi, il più economico ha reso il 9,4 e il più caro l'8,3. La commissione spiega quasi tutto il divario. I risultati passati saltano. Il rapporto di spesa, la commissione annuale del fondo, resta fermo. Quindi scegliete in base al costo.
6. Gli investitori in fondi guadagnano meno dei loro stessi fondi. Negli stessi 25 anni l'S&P 500 ha reso il 9,1 per cento all'anno. Il fondo azionario medio ha reso il 7,8. Ma l'investitore medio in quei fondi ha guadagnato solo il 6,3. Il motivo è il comportamento. La gente versa soldi dopo gli anni buoni e li ritira dopo quelli cattivi. Le tasse peggiorano le cose. Il fondo attivo medio sostituisce il 78 per cento dei titoli ogni anno.
7. I fondi star di ieri di solito diventano la media di domani. Nel 1970 c'erano 355 fondi azionari americani. Nel 2016, 281 erano scomparsi. Solo dieci hanno battuto il mercato di più di un punto all'anno, e solo due di più di due: Fidelity Magellan e Fidelity Contrafund. Bogle ha confrontato due periodi di cinque anni. Dei fondi nel miglior quinto, solo il 13 per cento ci è rimasto; il 27 per cento è caduto nel peggior quinto. Lo chiama regressione verso la media. I risultati tornano verso la media.
8. Un fondo indicizzato vi aiuta solo se lo tenete davvero. Bogle difende il fondo indicizzato tradizionale: comprato una volta, tenuto per sempre, con costi di scambio minimi. È più cauto sui fondi negoziati in borsa, che sono fondi indicizzati ma potete scambiarli tutto il giorno. Nel 2016 le quote del più grande cambiavano di mano a un ritmo del 2.900 per cento. Stesso portafoglio, abitudine opposta. Bogle ribalta il consiglio: non fate qualcosa, restate lì fermi.
9. Regole semplici, tenute per tutta la vita, bastano. Iniziate presto e continuate ad aggiungere soldi. Possedete l'intero mercato azionario e obbligazionario con fondi a basso costo. La vecchia regola di Bogle: tenete una quota di obbligazioni grosso modo uguale alla vostra età, poi adattatela ai vostri nervi. Possedere tutto toglie il rischio di scegliere il titolo, il gestore o lo stile sbagliato. Resta solo il rischio di mercato. Non potete controllare i rendimenti. Potete controllare costi, tasse e pazienza.
Dove è finito il 40 per cento mancante dei Gotrocks? In commissioni, spese, tasse e cattivo tempismo, pagati anno dopo anno e accumulati per decenni. La risposta di Bogle è chiara. Possedete l'intero mercato con un solo fondo indicizzato molto economico. Aggiungete soldi con regolarità. Ignorate classifiche e previsioni. Poi non fate niente, nei mercati buoni e cattivi. Non promette che batterete qualcuno. Promette qualcosa di più piccolo e più utile: la vostra giusta quota di ciò che guadagnano le imprese. In cinquant'anni, quella quota è tutto il gioco.